Lucy: «Ma sì, che poi l'università italiana costa troppo (e allora giustifichiamo i tagli), ci sono troppi studenti (e allora smantelliamo il diritto allo studio), ci sono troppi docenti (e allora blocchiamo il turn-over), ci sono troppi dottorandi (e allora togliamo la borsa), le tasse sono troppo basse (e allora le alziamo). Non vogliamo creare masse di quarantenni frustrati e allora scippiamo un sogno o un desiderio ai ventenni di oggi, ma sì, che sarà mai?».
Amica Noe: «E invece troppi cogl... in politica non ci sono??».
[Ragionando sulle tante fregnacce raccontate da chi pensa, e vuol far pensare, che l'università sia un magico paese di Bengodi in cui si magna e si beve senza ritegno e che lo studio sia un comodo parcheggio per fancazzisti. Di norma chi non vuole farsi il mazzo e non ha voglia di lavorare non ne ha neanche di studiare, sapete com'è.
Certo che se l'obiettivo è avere tanti piccoli schiavetti dequalificati che non abbiano competenze per migliorare il loro futuro a crisi finita...
Meno male che c'è l'OCSE, và.]

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