lunedì 24 settembre 2012

(postilla) La prof 'stica...

Di ritorno dall'esame di cui parlavo stamattina realizzo con terrore che, se ho passato un certo scritto di cui saprò l'esito solo a metà ottobre (ma certo, prof, faccia con comodo, ci metta pure un mese a correggere una pagina, tanto non mi devo laureare), quello di oggi sarà stato l'ultimo esame della mia vita. Mica pizza e fichi! Terrore? Sì, non so perché, forse sarà qualcosa di simile alla sindrome di Stoccolma.
Tra le tante tipologie umane e subumane che ho incontrato, però, ce n'è una alla quale non mi sono mai affezionata. Anzi: la odio con tutte le mie forze, la detesto con ogni fibra del mio essere, la schifo proprio (quest'ultima parte va letta con una spiccata cadenza napoletana, altrimenti non rende l'idea). Si tratta della professoressa, o del professor, 'STICAZZI.
Chi non ne ha mai avuta/o una/o?
La prof 'sticazzi sta all'insegnamento come Hannibal Lecter sta alla nouvelle cuisine, come il mostro di Firenze sta alla galanteria, come Nicole Minetti sta al buon gusto. Ella è l'esatto contrario di quello che una professoressa dovrebbe essere ed è l'incubo di ogni studente, universitario e non. Ordinaria da millemila anni, di norma si circonda di assistenti che presi singolarmente rivelano ancora qualche traccia di calore umano, ma che in sua presenza si tramutano in leccapiedi-e-altro-senza-speranza e si adeguano allo standard vigente: sensibilità di un termosifone e buona creanza sotto zero. Il grande segreto della prof 'sticazzi, che è alla base della sua sconfinata maleducazione e di tutte le sue mancanze, è un'atavica frustrazione per via del fatto che non esiste un corso di laurea nella sua materia, di cui diverrebbe istantaneamente il grande capo, ma soltanto uno sfigatissimo corso interfacoltà frequentato da circa due persone all'anno. La sua frustrazione si riversa sui malcapitati studenti, obbligati a dare esami inutilissimi nella sua materia, in un numero che va da due a +infinito, per potersi laureare.
[Precisazione necessaria: non è la materia in sé a essere inutile, tutt'altro. Inutile è la massa di nozioni che pretende di fare studiare, per giunta su un libriccino da ottanta euro, e guai a farsi beccare con una copia della biblioteca!]
Nulla esula dal suo programma. Al suo esame, un'ora di tempo per scrivere la Divina Commedia, possono capitare domande come queste:
«Il modello di Christaller nella localizzazione delle attività economiche sul territorio».
«La cartografazione cabreistica e l'etimologia di cabreo tra il franco-provenzale e l'Ordine di Malta».
«Le lezioni di Lagrange all'Istituto Topografico nel Regno di Sardegna».
'Sticazzi! Chiaramente non lo scrivi, ma lo pensi. E non provare a obiettare che mai, nella vita, neppure nella malaugurata ipotesi di finire a fare il/la prof di geografia, ti passerebbe per l'anticamera del cervello di tenere una lezione sull'antenato del catasto, sugli ingegneri militari di casa Savoia o su fantomatiche aree di mercato di forma esagonale! Non importa che tu sia un filologo classico, un archeologo, un dipendente dell'Archivio di Stato, un giornalista, un insegnante o chissà che altro: per la prof 'sticazzi devi essere onnisciente, conoscere a menadito il prezzo delle mappe cinquecentesche, essere ferratissimo in scienze dei terreni agricoli del Basso Monferrato (dimenticavo: la prof è tenacemente abbarbicata alle sue radici, tutto ciò che varca i confini regionali è il Male Assoluto e non merita di essere considerato) e, perché no, avere una discreta competenza anche in Scienza della Supercazzola con Scappellamento a Destra.
L'acme viene raggiunto quando si tratta di sfoderare inesistenti norme burocrat-accademiche alle quali, com'è ovvio, la prof 'sticazzi è ligia più di chiunque altro al mondo:
«Non è possibile ridare l'esame nella medesima sessione, anche se ci sono tre appelli bisogna aspettare la prossima!»
«Lo statino non si porta al momento della registrazione, bensì a quello dello scritto, e se non l'avete scordatevi pure di dare l'esame!».
«Se tu sei bella e bionda grida ooh - ooooh!».
A farne le spese sono, soprattutto, le povere matricoline inesperte. Sperdute nel tentacolare mondo universitario, non hanno ancora imparato a non prendere sul serio la prof 'sticazzi e si lasciano influenzare dal suo mefitico potere. Prima o poi, però, impariamo tutti, e tutti siamo accomunati dal desiderio di guardare negli occhi quell'essere immondo e vomitare sulla sua faccia tutto il male che ne pensiamo.
Una scena alla Notte prima degli esami, ecco.

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