In questi ultimi
giorni di campagna elettorale, mai scelta mi è sembrata più
azzeccata che portare il televisore in cantina. Non che abbia scelto
di non interessarmi di politica, tutt'altro; ma preferisco passare
per altri canali, almeno in teoria meno "urlati": giornali,
radio, internet, o anche semplicemente i discorsi della gente per le
strade e nei tram. Mi sembra che la televisione imponga troppi
filtri, che distorca troppo colori e prospettive. E non è un fatto
di snobismo radical-chic, ma di volontà di cercare altri punti di
vista.
Se c'è una cosa
che non mi piace, però, a ogni livello, è l'estrema violenza che
riscontro. Sono giovane, va bene, ma non mi pare di aver mai vissuto
una campagna elettorale dai toni così accesi. Più ancora che tra i
politici, nell'elettorato.
A rigor di
logica, a che cosa dovrebbe servire tutto questo? Se non condividi le
idee di un certo schieramento e del suo leader, non lo voti. Fine.
Invece no: ovunque assisto all'invettiva, all'offesa, allo scontro.
Non siamo soltanto arrabbiati, come sarebbe pur giusto che fossimo,
ma proprio incattiviti. Gli uni contro gli altri: voti Tizio? Allora
non meriti di avere più nulla a che fare con me. Leggi il tal
giornale? Sei una persona di merda. Siamo passati dall'essere
partigiani a tifosi, o – per meglio dire – ultrà. Tutti contro
tutti, in una squallida guerra tra poveri: non ci facciamo una gran
figura. Dimenticando un particolare fondamentale, eppure
semplicissimo: in questo periodo buio siamo fratelli, non nemici. A
parte pochi privilegiati, siamo stati tutti colpiti, chi più chi
meno. E ognuno di noi, coi propri mezzi, cerca come può di
risollevare la situazione, anche votando per chi gli sembra meglio, o
meno peggio. Le appartenenze politiche e le scelte elettorali degli
altri possono non essere condivisibili, ma meritano rispetto, non
fosse altro che per l'inquietudine e la disperazione che tradiscono.
Tutti (o almeno molti) stiamo male: quando una persona sta male le
tendi una mano, cerchi di comprendere da che cosa è portato il suo
malessere e se puoi alleviarlo in qualche modo, non la disprezzi.
È così
difficile da capire?
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